Recensione Raijintek Atlantis CWB-C1, GWB-C1 e VWB-C1

La giovane Raijintek allarga il suo catalogo di prodotti dedicati al liquid cooling con l'aggiunta di una famiglia dedicata ai sistemi custom; tra le nuove proposte analizziamo in queste pagine tre waterblock della serie Atlantis DIY, il CWB-C1, il GWB-C1 e il VWB-C1, pensati rispettivamente per raffreddare la CPU, la GPU e i VRM delle schede madri.

Raijintek non è nuova nel mondo del raffreddamento in generale, sia ad aria che a liquido; seppure non vanti tutta l'esperienza che possono sfoggiare altre case, il suo catalogo di prodotti è popolato da numerosi modelli e diverse soluzioni, in grado di soddisfare le più svariate esigenze.

Oltre che ai sistemi ad aria, la casa di taiwan si è fin da subito interessata anche al mondo del liquid cooling e in questo ultimo periodo sta spingendo sempre più in questa direzione a causa di una crescente diffusione di questi sistemi anche tra gli utenti meno smaliziati.
Oltre alle soluzioni AIO già a disposizione per il pubblico, l'ultima novità è infatti la serie Atlantis DIY, pensata espressamente per chi vuole cimentarsi con gli impianti a liquido custom, da montare pezzo dopo pezzo. A parte radiatori e raccordi, la famiglia è già completa di tutto il necessario: dalla pompa, ai tubi, passando per acqua e vaschette. Abbiamo oggi il piacere di studiare a fondo i tre waterblock della famiglia Atlantis; si parte da quello per la CPU, di nome CWB-C1, per poi considerare quello per le schede video, il GWB-C1 e per finire quello dedicato alle sezioni di alimentazione delle vostre schede madri, il VWB-C1.

Sono tutti realizzati interamente in rame e rifiniti da una copertura in nichel anti-corrosiva; se il waterblock per la CPU è totalmente smontabile, come norma nelle soluzioni più moderne, al contrario gli altri due sono saldati, cosi da evitare qual si voglia problema di trafilamento. Per la massima compatibilità con gli accessori oggi giorno diffusi in commercio, sono tutti dotati di fori con la classica filettatura G 1/4", di fatto lo standard, e adottano sistemi di ritenzione che li rendono adattabili a più socket, a diverse GPU e ad un discreto numero di schede madri.

Il mercato dei waterblock è già ricco di varie soluzioni di alto livello, sia dal punto di vista tecnico che in termini di prestazioni pure; sarà interessante valutare dove si collocano le tre proposte di casa Raijintek in questo contesto.

Di seguito le caratteristiche tecniche dei tre waterblock.

raijintek Raijintek CWB-C1 Raijintek GWB-C1 Raijintek VWB-C1
Codice prodotto 0R400018 0R400019 0R400020
Dimensioni [L×P×A] 54x60x14mm 69x69x20.2mm 16x58x16mm   
Filettatura G 1/4" G 1/4" G 1/4"
Peso 325g (clip escluse) 187.9g (clip escluse) 135g (clip escluse)                     
Materiale Rame Rame Rame
Compatibilità Intel: LGA 775/115x/1366/201x CPU (Core™ i3 / i5 / i7 CPU)
AMD: FM2+/FM2/FM1/AM3+/AM3/AM2+/AM2 CPU
AMD: 5450, R7-240, R7-250, R7-260, R9-270,
R9-270x, R9-280x, R9-290, 7750, 7770, 7790
NVDIA: GF210, GT610, GT620, GT630, GT640, GTX650, GTX660, GTX670, GTX690, GTX760,
GTX770, GTX780, GTX TITAN
Non dichiarate
cwb-c1gwb-c1vwb-c1


I tre waterblock di casa Raijintek vengono proposti al pubblico in una piccola piccola scatola di cartone, identica per i tre modelli, distinguibile solo guardando sul retro dove è specificato quale waterblock è contenuto.

I colori rosso, azzurro e bianco delineano la grafica scelta per la nuova serie Atlantis DIY; sul lato superiore della confezione sono elencati i tre waterblock: in ordine troviamo quello per i vrm, chiamato VWB-C1, quello per la GPU, denominato GWB-C1 e infine quello per la CPU, siglato CWB-C1. Per ognuno è riportato sulla sinistra il nome, affiancato sulla destra da due icone che lo raffigurano. Simili informazioni sono riportate anche sul lato destro della confezione.

Tutto ciò che riguarda le specifiche tecniche è invece raggruppato sul lato opposto; nella metà superiore, come anticipato poco sopra, è indicato quale waterblock troveremo all'interno della scatola, assieme ai due codici identificativi del prodotto stesso mentre nella metà inferiore trovano spazio le specifiche tecniche e le compatibilità dei wb per CPU e GPU; mancano, a nostra sorpresa invece quelle per il terzo waterblock dedicato ai VRM della scheda madre.

 

wb-c1 box top wb-c1 box side wb-c1 box back

 

La confezione si apre a scrigno sollevando la parte anteriore e anche l'interno è il medesimo per tutti i tre modelli; il volume è diviso in due: nella parte superiore è riposto il bundle, racchiuso in un piccolo sacchetto di plastica trasparente con chiusura ermetica, mentre il waterblock si trova in quella inferiore, protetto da una semplice bustina in plastica. L'unica grande assenza, se proprio vogliamo fare le pulci, sono dei supporti sagomati che avrebbero protetto meglio i prodotti durante il trasporto.

Partendo dal waterblock top di gamma per le moderne CPU all'interno della confezione Raijintek ci fornisce un bundle che comprende:

  • 1x Libretto di istruzioni in bianco e nero
  • 1x Bustina di pasta termoconduttiva monodose
  • 1x Spatola per stendere il composto termico
  • 4x Isolanti dielettrici
  • 2x Staffe di ritenzione per socket AMD (le Intel risultano premontate di serie)
  • 1x Chiave inglese per il serraggio della viteria
  • 1x Brugola per la rimozione delle viti che trattengono in sede le staffe
  • 4x Viti di ritenzione in acciaio lucidato a specchio
  • 4x Distanziali specifici per socket Intel 2011
  • 4x Dadi zigrinati per mandare in trazione le staffe

 

raijintek atlantis bundle cpu

 

Al seguito del waterblock per CPU ci viene inoltre fornito anche un backplate multisocket interamente in acciaio ricoperto da quattro millimetri di neoprene che ci consentirà di isolare la staffa dalla scheda madre, esercitando al contempo una pressione omogenea sulla stessa preservando fasi di alimentazione e la componentistica adiacente al socket cui risiede il processore sul quale stiamo operando.

 

raijintek cpu atlantis backplate raijintek cpu atlantis backplate1 raijintek cpu atlantis backplate2

 

Passando al cugino per GPU, con il GWB-C1 la dotazione subisce una variazione e prevede l'adozione di:

  • 1x Libretto di istruzioni in bianco e nero
  • 1x Bustina di pasta termoconduttiva monodose
  • 4x Rondelle dielettriche in teflon
  • 4x Dadi rotondi in acciaio zigrinati
  • 4x Staffe filettate di ritenzione in acciaio
  • 4x Controdadi cilindrici in acciaio zigrinati
  • 2x Strisce di neoprene
  • 1x Chiave inglese per raccordi

Anche in questo caso non abbiamo nulla da ridire sul bundle, esso risulta completo di tutto il necessario e, nel dettaglio proposto di seguito, sono inquadrati due dei quattro controdadi cilindrici zigrinati con i quali si serrano le staffe del waterblock; la loro forma e la finitura permettono di svolgere questo compito in pochi secondi senza l'uso di alcun attrezzo.

 

wb-c1 gpu bundle wb-c1 gpu screw

 

Nella confezione del waterblock VWB-C1 per i vrm troveremo infine:

  • 1x Libretto di istruzioni in bianco e nero
  • 1x Bustina di pasta termoconduttiva monodose
  • 1x Spatola per stendere il composto termico
  • 1x Cold-plate
  • 9x Rondelle dielettriche in teflon
  • 2x Staffe di ritenzione filettate in acciaio
  • 2x Viti con testa a croce per staffe
  • 2x Controdadi per staffe
  • 2x Viti con testa a croce per cold-plate
  • 2x Fascette stringitubo a molla
  • 1x Pad termico
  • 1x Brugola

Anche in questo caso nessuna obiezione su quanto fornito; molto utili le due fascette stringitubo a molla incluse nella confezione da utilizzare sui raccordi installati sul waterblock, certamente un plus rispetto a possibili soluzioni più economiche (leggasi fascette in plastica monouso).

 

wb-c1 vrm bundle wb-c1 gpu vrm hose clip


Il nuovo Raijintek CWB-C1 appartenente alla serie Atlantis del marchio in esame risulta la punta di diamante con cui la casa Taiwanese tenta di entrare a gamba testa nel mercato delle soluzioni a liquido aftermarket, dove per aftermarket non intendiamo ovviamente degli AIO componibili ma un vero e proprio loop a liquido vecchia scuola con i singoli componenti indipendenti, scelti in maniera arbitrale da parte dell'utente. L'arduo compito viene affidato ad un waterblock di nuova generazione con matrice ad alta densità lamellare ricavata mediante le moderne tecnologie di "skiving" del rame e con degli ingombri complessivi di 54x60x14 millimetri all'interno dei quali si ridistribuisce un peso complessivo di 325 grammi, staffe di ritenzione escluse.

Il waterblock come la maggior parte delle soluzioni analoghe in commercio, si compone sostanzialmente di tre parti che si possono suddividere in coldplate, top e struttura di ritenzione. A livello estetico prevede un rivestimento integrale al nichel che viene accompagnato da un motivo estetico ad H di colorazione nera in forte contrasto con l'argento del nichel e che viene posto sulla parte frontale assieme al logo di Raijintek inserito al centro.

 

raijintek atlantis CWB-C1 waterblock2 raijintek atlantis CWB-C1 waterblock raijintek atlantis CWB-C1 waterblock3

 

Lateralmente il CWB-C1 presenta una superficie sostanzialmente omogenea; questa viene interrotta unicamente da due scanalature ortogonali al piano che consentono di alloggiare al loro interno le opportune staffe di ritenzione ancorate al corpo principale mediante l'adozione di quattro viti a brugola che fanno presa su un foro cieco posteriore che può dare qualche noia in fase di sostituzione. Trattandosi infatti di un foro non passante risulterà abbastanza complesso riallineare correttamente il foro della staffa con il foro del top del waterblock essendo quest'ultimo non visibile all'utente.
A complicare il processo abbiamo poi anche le scanalature che risultano più profonde della larghezza delle staffe con il risultato che se le mandiamo a battuta i fori saranno disallineati, insomma per dirla con parole semplici bisognerà andare a tatto e cercare di capire se la vite sta lavorando sulla staffa o sull'effettivo foro di nostro interesse.

 

raijintek cwb c1 side

raijintek cwb c1 side2 raijintek cwb c1 side3 raijintek cwb c1 side4

 

Scendendo ulteriormente di quota, la base del CWB-C1 prevede una superficie nuovamente rivestita al nichel con una lappatura e successiva lucidatura a specchio, letteralmente:

 

raijintek cwb-c1 base raijintek cwb-c1 base2

 

Qui oltre ad una evidente attenzione per l'aspetto estetico, si pone dinanzi a noi un coldplate dallo spessore di 3mm con una corona di viti con testa a stella che ancora a gruppi di due i quattro lati della base mente poco più disassati troviamo le quattro viti con testa ad esagono incassato che mantengono in sede le staffe di ritenzione descritte poc'anzi.

 

raijintek atlantis cwb-c1 base


Rimosse tutte le dodici viti che ci separano dall'interno del waterblock possiamo agilmente separare la matrice di scambio termico dalla porzione superiore atta semplicemente ad una corretta canalizzazione dei flussi.
L'interno del CWB-C1 prevede una guarnizione perimetrale di tenuta a cui si accosta una seconda guarnizione in silicone centrale posta direttamente sopra alla superficie di scambio termico nonché al centro del waterblock al fine di impedire il passaggio diretto del liquido in entrata al raccordo di uscita senza che questo vada ad interessare la superficie alettata inferiore.

 

raijintek atlantis cwb-c11 inside raijintek atlantis cwb-c11 inside2

 

Il cuore pulsante del waterblock risulta una matrice di scambio termico in rame ad elevato valore di purezza (>99,9%) formata da ben settanta alette ad elevata estensione e densità lamellare con un fin spacing (distanza tra aletta ed aletta) di soli 0,15 millimetri; 0,05mm in più del Watercool Heatkiller IV PRO recensito lo scorso anno.

 

raijintek atlantis cwb-C1 coldplate

 

La costruzione prevede nuovamente una nichelatura integrale anche del pacco alettato, che sarà destinata ad usurarsi col tempo, e una lavorazione della struttura interamente dal pieno mediante "skiving" delle alette; una tecnologia che tramite l'utilizzo di taglienti permette di "affettare" la basetta in rame sollevando di una altezza predefinita le alette, le quali, di conseguenza non subiscono alcun processo di saldatura e rimangono un tutt'uno con il coldplate messo a diretto contatto col die o con l'eventuale IHS del processore.

Da notare, come ormai sta succedendo su quasi tutti i waterblock top di gamma recenti, la scelta di non utilizzare alcun jet plate a causa dell'elevata densità lamellare che porta già ad elevate pressioni di esercizio; a questo si aggiunge un inusuale spessore delle alette che sfiora quasi il mezzo centimetro (4,85mm a calibro), quasi il triplo dei waterblock diretti concorrenti che solitamente si fermano sotto il millimetro e mezzo di spessore a causa di una cassa esterna decisamente più snella.

 

raijintek cwb-c1 matrix

raijintek atlantis cwb-c1 cpu coldplate raijintek atlantis cwb-c1 cpu coldplate2 raijintek atlantis cwb-c1 cpu coldplate3

 

Notevole risulta anche la distanza che l'azienda ha lasciato sul top del waterblock: i due raccordi a compressione standard G1/4" da 13OD, 10ID lasciano quasi 2cm di distanza tra i profili più interni, e difficilmente si avranno problemi di compatibilità meccanica anche con sensori di temperatura passanti o raccordi sensibilmente più ingombranti.

 

raijintek cwb-c1 fittings raijintek cwb-c1 fittings2


Sul tema scheda video, il fratello GWB-C1 è un waterblock "only-gpu", di forma abbastanza semplice, forse un po' retrò ma piacevole, con una finitura del top ruvida che fa, per cosi dire, brillare il wb. Visto da vicino può sembrare un po' grezzo, in realtà l'effetto globale è diverso dal solito e ci ha convinto.

Il waterblock è realizzato totalmente in rame, formato da due parti saldate tra loro (a differenza di quanto siamo abituati a vedere) e infine completamente nichelato. Dobbiamo segnalare, a questo proposito, alcune piccole imperfezioni dello strato superficiale di nichel che abbiamo notato lungo i bordi, sotto alla staffa.

Non ci è stato possibile vedere cosa si nasconde all'interno, ma stando alle specifiche tecniche dichiarate è stata impiegata una struttura "3D microfin", nome che ci fa pensare ad una matrice a micro-alette situata al centro dello stesso, probabilmente simile a quanto visto nel CWB-C1 poco sopra analizzato.

I due fori filettati si ergono dalla base del waterblock stesso; purtroppo, come capiremo durante l'installazione, lo spazio in altezza non è molto e questo può complicare non poco la dissipazione dei chip di ram della scheda video. La filettatura scelta è quella classica G 1/4" che permette la massima compatibilità con i raccordi e gli accessori oggi in commercio, e la distanza tra i due è sufficiente per non creare limitazioni.

 

wb-c1 gpu waterblock backwb-c1 gpu waterblock frontwb-c1 gpu waterblock basewb-c1 gpu waterblock side

 

Prendendo il waterblock al rovescio si osservano le quattro viti a brugola M2 che fissano ai quattro angoli la staffa di ritenzione del waterblock, realizzata in acciaio e nichelata con finitura lucida.

 

wb-c1 gpu waterblock clipwb-c1 gpu waterblock ritentionwb-c1 gpu waterblock base 1

 

Ultima, ma non ultima, la base del waterblock, di forma rotonda, che risulta essere perfettamente planare e con finitura lucida a specchio per arrivare al massimo scambio termico possibile con la GPU. Per evitare qualsivoglia graffio, sulla base stessa è stata applicata una spessa pellicola adesiva.

 

wb-c1 gpu waterblock base 2

 

Procediamo con l'installazione del waterblock; per i test di questa recensione è stata impiegata una scheda video AMD Radeon R9 290 di casa Sapphire, con design reference.

Il primo passo è stato l'inserimento dei raccordi, operazione che si è rivelata un po' più complicata del previsto. La nostra idea iniziale era di utilizzare dei raccordi a compressione, ma questo non ci è stato possibile e abbiamo dovuto ripiegare su raccordi porta-tubo classici.

La prima causa di questa scelta, forse anche la più "grave", è la particolare conformazione del waterblock nella zona attorno ai due fori, che presenta nella parte inferiore una sporgenza; la si può notare in particolare nella foto a destra. Questo comporta che il raccordo non si avvita fino a fine corsa e la guarnizione non si comprime perfettamente.

Con i raccordi porta-tubo il problema è di minore entità e non dovrebbero presentarsi perdite di liquido. Per una chiusura ermetica consigliamo in ogni caso di applicare del teflon sulla filettatura.

 

wb-c1 gpu waterblock fittings 1wb-c1 gpu waterblock fittings

 

La seconda motivazione è lo spazio occupato dai raccordi stessi in altezza, che nel caso di raccordi a compressione non permette l'installazione dei dissipatori sui chip di ram. Nel caso di raccordi classici la situazione migliora, ma si dovranno utilizzare comunque dissipatori low-profile.

 

wb-c1 gpu waterblock fittings vgawb-c1 gpu waterblock fittings vga 1

 

A fissare il waterblock di casa Raijintek sulla scheda video sono predisposte quattro aste filettate, che vanno installate sulla scheda e strette con l'apposito dadino sul retro del PCB. Ricordate sempre di inserire in mezzo le rondelle dielettriche fornite in dotazione.

Dopo aver applicato la pasta termica sulla GPU si infila il waterblock e si chiude il tutto con i quattro controdadi. Come sempre stringeteli poco alla volta, a croce, per evitare qualsiasi possibile rottura o scheggiatura della GPU, soprattutto su questo GWB-C1 che risulta privo di molle di carico e i controdadi non hanno un fine corsa. Anzi, vi consigliamo di impiegare le due strisce di neoprene per maggiore sicurezza.

A waterblock installato emerge un secondo piccolo problema: la staffa di ritenzione si sovrappone parzialmente con due chip di memoria, il che vi obbligherà a fissare i dissipatori sui chip leggermente decentrati. Non abbiamo notato alcun problema di temperature durante i test.

 

wb-c1 gpu waterblock screw   wb-c1 gpu waterblock setting-up   wb-c1 gpu waterblock ram   wb-c1 gpu waterblock ram 2

 

Ed ecco la scheda pronta per i benchmark; nonostante qualche difettuccio qua e la, che abbiamo scavalcato con poco e niente, le operazioni sono semplicissime e veloci, e si riesce ad ottenere un'impronta ottimale già alla prima installazione.

 

wb-c1 gpu waterblock vga

Il waterblock VWB-C1 di casa Raijintek è dedicato ai vrm (regolatori di tensione) della scheda madre; anche questo è realizzato interamente in rame, e rifinito da una copertura al nickel anti-corrosiva con una bellissima finitura a specchio. Il marchio di casa Raijintek è stampato sul lato maggiore del blocco stesso.

Il pezzo è stato ricavato dal pieno; lo si nota dalla presenza del foro sul lato destro, chiuso da un tappo con testa a taglio, e rimuovendo i due raccordi che troverete preinstallati. La lavorazione e il conseguente layout interno è molto semplice e ha previsto l'apertura di un canale per tutta la lunghezza del waterblock, seguita dalla realizzazione dei due fori filettati ad esso collegati per l'installazione dei raccordi.

Le compatibilità del VWB-C1 non sono specificate con chiarezza dalla casa madre, e questo ci è parso un po' strano; Raijintek stessa sul sito si limita a dichiarare come il waterblock sia compatibile con una grande varietà di schede madri, ma questo non è sufficiente per l'utente che deve sapere se potrà installarlo nel proprio sistema.

Per garantire massima compatibilità il prodotto è comunque dotato di due accortezze. La prima riguarda il sistema di ritenzione, meccanismo simile a quanto visto con il waterblock della GPU, che adotta due aste filettate da fissare alla scheda madre, sfruttando i fori già presenti, che fanno da guida per i due anelli ovali installati sul waterblock stesso. Il tutto si conclude con due controdadi da stringere a dovere, sempre poco alla volta e con cautela.

Il secondo trucchetto è la possibilità di "allungare" la base del VWB-C1 tramite l'aggiunta del cold-plate fornito in dotazione. In questo modo è possibile installare il pezzo su sezioni di alimentazione con numero di componenti variabili.

Nonostante queste accortezze, non tutte le schede madri sono compatibili; noi, ad esempio, abbiamo avuto difficoltà nell'installarlo su una AsRock Z68 Extreme4 Gen3: seppur le dimensioni del waterblock siano perfette per la sezione di alimentazione sopra la CPU, i fori sul PCB non si allineano con quelli della staffa.

 

wb-c1 vrm waterblockwb-c1 vrm waterblock frontwb-c1 vrm waterblock top

wb-c1 vrm waterblock logowb-c1 vrm waterblock sidewb-c1 vrm waterblock side cap

wb-c1 vrm waterblock inside

 

Andando nel dettaglio mostriamo il tappo installato sul lato del waterblock; per evitare pericolose perdite di liquido vi consigliamo caldamente di svitarlo per assicurarvi che l'oring sia correttamente installato nella sua sede, come mostrato nella foto centrale. Questo perché, se osservate con attenzione la foto a destra, è presente un foro passante lungo la filettatura di questo tappo, e la guarnizione impedisce un possibile quanto pericoloso trafilamento di acqua.

 

wb-c1 vrm waterblock cap detailwb-c1 vrm waterblock capwb-c1 vrm waterblock hole

 

Altro piccolo reminder per la tenuta del vostro impianto, serrate i due raccordi con la chiave fornita in dotazione come specificato nel manuale d'installazione. Non fatevi ingannare dal fatto che siano pre-installati.

Nell'ultimo dettaglio è mostrata la base del VWB-C1, lavorata alla perfezione fino ad ottenere la massima planarità ed una lucidatura a specchio priva di difetti.

 

wb-c1 vrm waterblock fittingswb-c1 vrm waterblock base


I test di portata e il relativo grafico di "pressure drop" per ciò che concerne il waterblock per CPU e di conseguenza per il CWB-C1, sono stati effettuati seguendo la metodologia applica ai waterblock in uso da CT da diversi anni, frutto di una stretta collaborazione tra i maggiori esponenti in materia.
Di seguito viene riportata la tabella inerente la pressione differenziale registrata in ingresso ed uscita del waterblock in funzione della portata e i grafici che mettono in risalto il comportamento della soluzione in esame.

pressure cwb-c1

pressure drop atlantis raijintek

Comparazione con prodotti di terzi, testati all'interno dei locali di CT, in funzione della portata espressa in litri/ora(LPM=LiterPerHour).
Curva più bassa ---> Waterblock meno stringente.

pressure drop math

I test termici sono stati affidati alla nuova piattaforma da test utilizzante i carichi sintetici di nuova generazione controllati in maniera del tutto automatica tramite microprocessore e controllo in onda quadra.
Ulteriori informazioni possono essere trovati al seguente url: http://www.coolingtechnique.com/guide/metodologie-di-test/992-raffreddamento-arialiquido-ed-extreme-cooling-simulatori-di-carico-revisione-20.html

Le sessioni di test sono state effettuate in ambiente controllato con 1GPM di portata( 227LT/h) e 200CFM sul radiatore spinti con una pressione differenziale di 3mmH2O, tutto il calore generato dal waterblock viene interamente scambiato con l'ambiente; il differenziale (TwbOUT-TwbIN)-(TwbOUT-TradOUT) è stato infatti mantenuto in un delta compreso da 0 e 0,2°C inclusi gli errori strumentali; questo ci permette di valutare il waterblock al netto del radiatore.

 Raijintek CWB-C1 CPU Waterblock

T1=Temperatura sorgente
raijintek cwb c1 thermal data

Comparazione con prodotti di terzi

 thermal performance raijintek atlantis cwb-c1


I test prestazionali dei waterblock GWB-C1 e VWB-C1 di casa Raijintek sono stati effettuati installando i due waterblock in un sistema completo, e raffrontando le temperature registrate al variare del carico di lavoro con quelle di altri dissipatori.

In particolare, partendo dalla GPU, il waterblock è stato installato su una AMD Radeon R9 290 di casa Sapphire, con design del PCB reference.

L'impianto di raffreddamento a liquido impiegato è di tipo custom, e comprende:

  • waterblock EK Supreme HF Full Copper per la CPU;
  • kit di raffreddamento di casa EK per scheda madre;
  • pompa Laing DDC-1T con top EK;
  • vaschetta Tecnofront Challenge X1;
  • radiatore triventola accoppiato a tre ventole Enermax Twister Pressure da 120mm.

La modalità di test ha previsto l'esecuzione di alcuni benchmark e la raccolta delle temperature della GPU tramite software GPU-Z e dell'acqua con tempo di campionamento pari a 5s. Abbiamo raccolto quattro serie di valori:

  • con GPU in IDLE;
  • con GPU sotto stress tramite benchmark Unigine Heaven DX11;
  • con GPU sotto stress tramite benchmark 3DMark;
  • con GPU sotto stress tramite benchmark Furmark;

Come riferimento abbiamo raccolto gli stessi dati prima installando sulla scheda video il dissipatore standard, nel nostro caso la versione Tri-X di casa Sapphire, e successivamente il waterblock fullcover di casa EK modello EK-FC R9-290X.

Per comodità abbiamo riassunti i risultati numerici dei test nei seguenti grafici.

 

         IDLE                                                  UNIGINE HEAVEN

wb-c1 GPU idle   wb-c1 GPU full unigine

3DMARK                                                    FURMARK

wb-c1 GPU full 3DMark   wb-c1 GPU full furmark

 

In IDLE la differenza si fa notare solo tra GPU ad aria contro GPU a liquido, con un delta pari a circa 10°C dopo circa 400s; il waterblock EK e il Raijintek fanno segnare le medesime prestazioni.

Osservando il confronto tra i due waterblock con GPU sotto stress si evidenzia un andamento delle temperature che non favorisce nessuna delle due soluzioni. Facendo le somme il confronto si conclude con un pareggio; ci sono situazioni che favoriscono il fullcover di casa EK, ed altre nelle quali il GWB-C1 si comporta meglio, con differenze quasi sempre sotto ai 3°C (media delta pari a circa 0.43°C).

Da uno sguardo più di insieme emerge poi come il waterblock di casa Raijintek presenti una risposta più lenta e dolce rispetto al riferimento EK al variare del carico di lavoro; questo è lampante nei test con Furmark: le due curve mostrano che la GPU ci mette più tempo a salire di temperatura quando raffreddata dal waterblock GWB-C1, pur arrivando poi alle stesse temperature, e pur facendo segnare pari temperatura dell'acqua. Medesimo comportamento che si osserva anche per il benchmark 3DMark, dove la varianza delle temperature è superiore con la GPU raffreddata dal waterblock EK rispetto a quanto si registra con il waterblock GWB-C1.

Nulla da dire riguardo alla differenza di prestazioni aria-acqua.

Passando al waterblock per i vrm, abbiamo sfruttato una scheda madre AsRock Z68 Extreme4 Gen3; abbiamo provveduto a smontare il raffreddamento passivo preinstallato sulla scheda, provvedendo a raffreddare tramite il waterblock le fasi di alimentazioni sovrastanti la CPU, mentre per la seconda sezione è stato impiegato un raffreddamento ad aria passivo realizzato da semplici corpi alettati in alluminio.

L'impianto di raffreddamento a liquido era composto da:

  • waterblock VWB-C1;
  • pompa Laing DDC-1T con top EK;
  • radiatore slim monoventola con ventola Enermax Twister Pressure da 120mm;
  • Tecnofront Challenge X1

I test hanno previsto la campionatura della temperatura dei vrm della scheda madre con tempo di lettura pari a 5s tramite software HwInfo64; sono state registrate due serie di valori:

  • con CPU in IDLE;
  • con CPU sotto stress tramite software Intel Burn Test;

Di seguito i risultati dei test.

 

IDLE                                                          FULL

wb-c1 vrm idle   wb-c1 vrm full

 

Il risultato del confronto è palese: tra la dissipazione ad aria ed a liquido la differenza è notevole, come prevedibile. Concentrandoci solo sul waterblock VWB-C1 è interessante vedere come la differenza tra le temperature in idle e in full sia praticamente nulla; il carico dato dai vrm stressati al loro massimo non è tale da mettere in crisi il waterblock.


Raijintek con la nuova serie Atlantis DIY si spinge sempre più nel mercato del liquid cooling; in questo caso stiamo parlando del raffreddamento a liquido custom dove sono gli utenti a scegliere ciascun singolo componente e montare il tutto nel proprio computer e dove, ciò che in fondo conta, è la prestazione pura.

Abbiamo avuto modo, in particolare, di giocare un po' con i tre waterblock della serie Atlantis: il CWB-C1, il GWB-C1 e il VWB-C1 rispettivamente destinati a raffreddare la CPU, la GPU e le sezioni di alimentazione della scheda madre.

Per cominciare, il waterblock per la CPU CWB-C1 risulta essere costruito totalmente in rame purissimo con nichelatura finale di tutte le sue parti, anche della matrice di scambio (che sarà però destinata a rovinarsi); come per i più moderni waterblock concorrenti è composto da tre parti, un cold-plate, un top e una struttura di ritenzione, tenute insieme da una serie di dodici viti e sigillato per mezzo di due guarnizioni.
Il cuore del waterblock adotta una matrice di scambio moderna, ad alta densità lamellare, ricavata mediante "skiving" del rame: il fin spacing di soli 0,05mm superiore rispetto a quanto avevamo osservato nel più celebre Watercool Heatkiller IV PRO porta a delle performance molto interessanti in termini di pressioni collocando la proposta di Raijintek su valori di poco superiori all'HT IV, dimostrandosi di conseguenza un waterblock decisamente poco restrittivo se raffrontato con le vecchie generazioni munite di jetplate.
Lato prestazioni termiche abbiamo un comportamento che vede il C1 affannare leggermente nelle fasi a bassi carichi termici dove si distanzia di circa 2°C dalla diretta concorrenza, il gap inizia tuttavia a chiudersi fin dai 50W collimando attorno ai 125W su valori comuni a tutta la fascia alta come il Supremacy Evo. Il giro di boa lo abbiamo tuttavia attorno ai 150W dove "l'ampia" superficie di scambio termico che equipaggia questa CWB-C1 inizia a lavorare al pieno delle proprie forze posizionandosi fin dai 200W appena cinque decimi di grado sopra la versione top di gamma di casa Watercool, staccati di 1 e 2°C risultano invece l'EK supremacy e il probya UC-1 Extreme. 
Nel complesso possiamo sicuramente dire che si tratta di una soluzione sicuramnete interessante, dotata di un'ottima estetica e con prestazioni ai vertici di categoria,i wb vecchia generazione con coldplate sottili gestiscono meglio le fasi di idle load ma questo Raijintek sa sicuramente il fatto suo non appena il gioco si fa pesante.

Passando al cugino GWB-C1 esso è compatibile con le schede video AMD e Nvidia di ultima generazione, e non solo; anche questo è realizzato totalmente in rame purissimo, ma questa volta non è smontabile in quanto saldato; la rifinitura esterna in nichel è di buon livello, seppur abbiamo notato qualche sbavatura lungo i bordi, sotto la staffa di ritenzione.
Perfetta invece la lavorazione della base, fattore fondamentale per il massimo scambio termico con la GPU. Non abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi la tecnologia interna, ma molto probabilmente si tratta di una matrice di scambio a micro-alette cosi come visto per la versione per CPU. Peccato per alcune pecche qua e la, come i problemi legati a raccordi, e alla staffa di ritenzione che ingombra sulla scheda video. Le prestazioni però sono di alto livello e risollevano il morale; ovviamente il confronto con la dissipazione ad aria standard è impari, mentre raffrontandolo ad un waterblock quasi concorrente (quasi perché di tipo full-cover) top di gamma emergono le sue ottime capacità di dissipazione; anche sotto il massimo stress possibile il waterblock di casa Raijintek mostra pari performance rispetto al riferimento, risultando solo leggermente più lento nella risposta ai cambi di carico sulla GPU.

Anche il terzo della famiglia, il VWB-C1, non è da meno sul piano delle performance; seppur tecnicamente sia un waterblock molto semplice, i watt scaricati dalla sezione di alimentazione della nostra scheda madre non lo impensieriscono minimamente. Nulla da ridire inoltre sul fronte estetica, dove la nichelatura esterna e la finitura a specchio sono stati realizzati in maniera impeccabile. Gli unici due nei che abbiamo riscontrato riguardano il foro passante sul fondo del waterblock, che potrebbe rivelarsi fonte di perdite di liquido per via della sua posizione non tanto felice, e l'assenza di una lista delle scheda madri compatibili con il blocco stesso.

In ultima analisi abbiamo come alsolito il prezzo di acquisto,i tre waterblock vengono proposti al pubblico ad un prezzo pari circa a 65€ per il CWB-C1, 45€ per il GWB-C1 e 35€ per il VWB-C1; cifre mediamente inferiori ai rispettivi diretti concorrenti di pari dotazione e livello, in particolar modo per il secondo modello dove il risparmio è decisamente significativo. Chi non è alla ricerca del singolo decimo di grado ma bada piuttosto al rapporto prezzo prestazioni può quindi sicuramente trovare in Raijintek un ottima via di uscita essendo la stessa in grado di offrire delle soluzioni molto aggressive che a fronte di una leggera flessione delle prestazioni possono permetterci di arrivare a risparmiare quasi 100€ sul singolo impianto a liquido.

 

Nome prodotto PRO CONTRO Award tecnici
Award prestazionali

raijintekRaijintek CWB-C1

+ Esteticamente curato
+ Nichelatura integrale
+ Elevate prestazioni ai medi e medi/alti carichi
+ Bassa restrittività
+ Buona dotazione di serie
+ Sistema di ritenzione multisocket
+ Prezzo di acquisto

- sistema di ritenzione migliorabile  ct silver technical  ct high performance

raijintekRaijintek GWB-C1

+ Bundle completo
+ Look un po' retrò ma particolare e piacevole
+ Facilità d'uso
+ Base perfettamente planare e lucidata a specchio
+ Prestazioni paragonabili a soluzioni più blasonate e costose
+ Ampia compatibilità con schede video AMD e Nvidia
+ Prezzo di acquisto

- La posizione dei fori filettati è un po' infelice, sia in altezza che in profondità
- La staffa copre parzialmente due chip di ram sulla AMD Radeon R9 290
- Qualche sbavatuara nella nichelatura

 ct bronze technical  ct high performance

raijintekRaijintek VWB-C1

+ Bundle completo
+ Sistema di ritenzione pratico e veloce
+ Nichelatura e lucidatura a specchio realizzati a regola d'arte
+ Ottime prestazioni, i vrm non impensieriscono il waterblock

- Mancano le specifiche sulle compatibilità
- La nichelatura del cold-plate è un po' fragile
- Il foro passante sul filetto può rivelarsi un punto di passaggio per l'acqua se il wateblock non è chiuso correttamente

 ct bronze technical  ct high performance

 

Si ringrazia Raijintek per la fornitura dei waterblock in esame.

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